martedì 23 luglio 2013

N-W

romanzo sulle ambizioni realizzate e sull’insoddisfazione mai spenta, sul peso delle proprie origini e sulla necessità di non salvarsi da soli, N-W, il nuovo libro di Zadie Smith un po’ avvince e un po’ respinge il lettore, alternando pagine di grande bellezza e forza narrativa a brani meno riusciti. Due amiche d’infanzia Leah e Keisha: la prima bianca, figlia di un’infermiera, laureata in filosofia, lavora in un’associazione no profit e ha sposato un bellissimo e affettuosissimo parrucchiere nero; la seconda, nera, ha studiato legge, è un avvocato affermato, ha un ricco marito mezzo italiano e due bei bambini. Leah combatte contro il desiderio del marito di avere figli; Keisha che si fa chiamare Natalie, contro la sensazione di essere arrivata. In mezzo a queste due storie, quasi da spartiacque tra loro, c’è la cosa più bella del libro, la passeggiata di un certo Felix attraverso il Nord Ovest della città di Londra. L’eco dell’Ulisse joyciano è molto presente negli incontri di Felix. Prima visita il padre, appena lasciato solo dalla sua ultima compagna in una casa piena di spazzatura, poi parla con un vicino rievocando il passato, poi compra una macchina d’epoca e infine va a trovare la sua ex fidanzata che prende il sole mezza nuda sulla terrazza e lo prende in giro amaramente per la sua visione della vita come un videogioco in cui bisogna salire di livello. Un critico inglese ha scritto che con gli spunti che offre questo libro di Zadie Smith si potevano costruire tre o quattro romanzi, ed è vero. L'ha tradotto (bene, e non era per niente facile) Silvia Pareschi per Mondadori.

1 commento:

Silvia Pareschi ha detto...

Grazie! In effetti non è stata una passeggiata.