sabato 20 luglio 2013

primo giorno a Dublino

gli abitanti di Dublino hanno la pelle più chiara che io abbia mai visto. E sono spiritosi e fantasiosi: alla madre che lo esortava a tacere una volta entrato nella biblioteca del Trinity College, il bambino in fila dietro di me ha risposto, perché i libri dormono e non li dobbiamo svegliare? Tanti passeggini ovunque e uno sconto speciale ai musei per genitori con quattro figli. La lingua che parlano è terribilmente sbiascicata, facciamo finta di capire, e andiamo a senso. Sul pullman scoperto abbiamo attraversato tutta la città in una giornata di sole che ne esaltava i colori: fiori a cascata sui pub, prati verdissimi e porte rosse, blu e gialle a vivacizzare le case di pietra. Per le strade del centro un fiume di persone, musica, cibo e birra in quantità. Il figlio è riuscito a ottenere da noi i guanti da vela e le scarpe, più il kit di pronto soccorso; se porta tutta la dotazione, al corso finiranno per prenderlo in giro. Ora siamo crollati in albergo, usciamo solo per cena. La figlia è a Roma e domani mattina prende il volo per Mykonos: fa tutto da sola, valigia, trasferimento all'aeroporto. La trattiamo da grande, speriamo lo sia davvero.

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