mercoledì 3 luglio 2013

Stoker


se non fosse stato per Antonella che e’ una sanguinaria e più i film sono stilizzati e violenti più li apprezza, non avrei mai visto Stoker. Avrei perso molto? Non so bene. Non mi sono annoiata di fronte alla storia di India, una ragazza perennemente imbronciata, che nel giorno del suo diciottesimo compleanno perde il padre in un incidente d’auto e acquista Charlie, un giovane e aitante zio di cui ignorava l’esistenza. India vive con la madre (una Nicole Kidman dalla faccia plastificata per i troppi lifting) in una villa isolata. Le due si detestano: la madre era gelosa del rapporto che legava il padre e la figlia, sempre a caccia insieme (scopriremo poi che c’era un motivo per cui alla ragazza era stato insegnato a sparare). Charlie gioca su questa rivalita', corteggiando l’una e l’altra e strozzando chiunque si accosti troppo alle due. Non ci mette molto India a capire che lo zio e’ un pericoloso maniaco, ma la sua reazione a questa scoperta e’ piuttosto stravagante. Curando fotogramma per fotogramma come una successione di quadri, il sudcoerano Park Chan- Wook mette in scena una sua interpretazione dell’estremismo adolescenziale. Sangue a spruzzo, ma l’orrore e’ congelato come la povera tata che appare all’inizio.

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