mercoledì 24 luglio 2013

Tutti pazzi per Rose

i 111 minuti di Tutti pazzi per Rose me li sono goduti tutti. Seduta sola soletta nella sala più piccola del cinema vicino casa, mi sono appassionata alla storia d’amore tra l’ingenua ma determinata Rose e il suo affascinante datore di lavoro e allenatore, Louis (Romain Duris: non ti stanchi mai di guardarlo, con la sua espressione tra il malinconico e il divertito). La Francia di fine anni cinquanta viene raccontata dal regista Régis Roinsard con colori pastello, umorismo e un pizzico di nostalgia: il desiderio di emancipazione della donna, gli strascichi psicologici della guerra, la fiducia nell’industrializzazione e il progresso. Bella l’idea di far battere a macchina a Rose i classici della letteratura francese e di farle imparare a suonare il pianoforte per rinforzare le dita: oltre al titolo di campionessa mondiale di battitura e all’amore, la ragazza si ritrova con bel bagaglio culturale. Com’è meravigliosamente francese tutto ciò.   

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