sabato 13 luglio 2013

una barca per due

iera sera il marito è arrivato stremato. Il traffico alla fine di una settimana di lavoro gli aveva dato il colpo di grazia. A cena ha parlato della gita a Palmarola con pernottamento e l'ironia dei ragazzi al riguardo non gli è andata giù. Offeso all'idea che loro non fossero attirati dalla prospettiva di un week di sole, mare piatto, isolamento si è andato a buttare sul letto subito dopo cena e alle nove ronfava. Stamattina aveva ancora l'aria del bambino imbronciato. Gli ho detto, andiamo noi due, loro se la cavano benissimo da soli, tra passare una serata con amici e in barca con i genitori cosa avresti scelto a quindici anni (se ti avessero fatto scegliere)? L'alternativa che avevamo era aspettare che si svegliassero, caricare la barca di ragazzi, fare un bagno al largo e tornare. A me sarebbe piaciuta, lui la considerava uno spreco vista la bella giornata. Abbiamo fatto la spesa, riempito il frigo di cibo. Sono entrata nelle loro stanze, ho sussurrato istruzioni a facce piene di sonno che fingevano di capire. Siamo a bordo, si va.

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