giovedì 8 agosto 2013

Il mulino del Po, I


il primo volume del Mulino del Po, intitolato Dio ti salvi, e' andato. Altro che propositi di una lettura serale centellinata: da quando l’ho preso in mano ho faticato a posarlo, a dar retta a chi mi stava intorno. Ferrara, la campagna, un protagonista che dalla Russia delle guerre napoleoniche torna in Italia deciso a farsi valere, il mulino costruito con il ricavato di un bottino sacrilego, una moglie sposata tardi, bella e appassionata con un padre intrallazzatore che millanta nobili natali, un figlio nato nelle circostanze peggiori (la piena del Po, doglie lunghissime), la delusione di vederlo crescere avido e molle (tanto da meritarsi il nomignolo di Coniglio mannaro). E poi i contrabbandieri, gli austriaci, il papa, le prime voci sull’Italia unita, il coraggio, la viltà, l’ignoranza. Guerra e pace in salsa ferrarese e io l’avevo ignorato… Per me Bacchelli era solo un vecchio scrittore malato che una legge apposita aveva fornito di un vitalizio perché non aveva di che pagare le cure. Che bello avere ancora due volumi davanti.

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