giovedì 8 agosto 2013

niente ceneri

la scena era la seguente: entravo dalla dottoressa con la faccia rosea, lei mi accoglieva come sempre con un bacio (per avermi salvata, individuando in tempo un mio melanoma, mi è molto affezionata), poi impallidiva scrutandomi la testa e mi diceva che avevo pochi mesi di vita e che non c'erano terapie utili. Per non soffrire andavo a Zurigo, mi facevo dare un bel bibitone. A settembre invece dei miei cinquant'anni si faceva una bella festa in mio onore, tutti dicevano qualcosa, mio padre teneva banco e veniva consolato dalle presenti. Tutto per una crosticina in testa, scoperta la settimana scorsa, fatta vedere un po' in giro e oggi scomparsa. La dottoressa mi ha accolto con un bacio e poi me ne ha dati altri due, dopo avermi scrutato neo per neo, davanti e didietro, non ti succederà più nulla, devi stare tranquilla. Sono tranquilla, ma ho scarsissima voglia di tornare da dove sono venuta. Sarebbe stato bello prendere un treno a caso, viaggiare un po' sola con la carta di credito, il mulino del po e il telefono spento. Invece sono salita sul treno per Formia; o almeno credo.

Nessun commento: