giovedì 22 agosto 2013

prigionieri dell'isola

tornando dalla cena ieri sera abbiamo visto le barche ormeggiate al porto nuovo di Ventotene oscillare paurosamente in su e in giù. Si era alzato il vento. La nostra non faceva eccezione. Stanotte, stretti tra due imbarcazioni, sentivamo lo sfregare sinistro dei parabordi, mentre la barca saliva e scendeva con effetti deleteri sul sonno. Alle tre, mi ero appena addormentata, quando mi è squillato il telefono. Era il figlio. La festa in giardino era quasi finita, cercava il cellulare della sorella, aveva sbagliato numero. Perlomeno nessuna emergenza. A fatica mi sono ributtata a dormire. Avevamo pianificato due notti a Ventotene; ora sogniamo la partenza, ma dobbiamo aspettare che il vento cali un po'. Ci mancava un'avventura in mare quest'anno.

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