martedì 20 agosto 2013

So Big

vincitore del premio Pulitzer nel 1925, ormai pressoché dimenticato, So Big di Edna Ferber e' un romanzo che più americano non si può (l’ho letto nella traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi pubblicata dalla Bur, con una lunga postfazione di Melania Mazzucco). C’e' un’eroina, Selina, cresciuta in modo avventuroso accanto a un padre giocatore d’azzardo: quando c’erano i soldi si scialava, quando mancavano ci si riduceva in pensioni di quart’ordine. Il padre si becca una pallottola non diretta a lui e muore; Selina, che ha appena finito di studiare, decide di diventare maestra. Parte con un bel vestito e uno ancora più bello in valigia verso High Praire, un paese vicino Chigago dove vive una piccola comunità di coltivatori irlandesi. Nonostante il lutto, e' piena di entusiasmo, trova belli persino i campi di cavolo e fa ridere il burbero Klaas Pool, il direttore della scuola, che la ospita in casa con la sua famiglia. Il freddo, la durezza della vita campagnola, la rozzezza e la chiusura della gente non la piegano. Ha un buon amico nel figlio di Klaas, che ama come lei i libri e l’arte. Poi Pervus DeJong, il giovane più bello della comunità, le chiede di insegnargli a leggere e lei resta ipnotizzata dalla “peluria dorata dei suoi polsi”. Lo sposa, nonostante sia un caprone e il contadino più imbranato e sfortunato del posto. Dirk, il figlio che presto avrà e che chiama con il nomignolo affettuoso So Big, incarna tutte le speranze di Selina in un futuro migliore. C’e' la lunga scena di Selina che, a una settimana dalla perdita del marito, va a vendere gli ortaggi a Chicago con il figlio, scandalizzando chiunque la veda, che e' un’esaltazione dell’ottimismo e della forza di volontà, ma anche una scena letterariamente molto ben costruita. Il resto del libro e' un po’ meno avvincente. Selina resta un bel personaggio, coerente ai suoi vecchi ideali, ma sulla upper class di Chicago, in cui Dirk s’inserisce una volta cresciuto, le descrizioni di una Edith Wharton superano di gran lunga quelle di Ferber. Una curiosità: invece che agricoltrice, Selina voleva diventare la Jo di Louisa May Alcott. Sarà per questo che mi e' così simpatica?

3 commenti:

lettoreambulante ha detto...

è vero, è un personaggio alla Jo. e infatti la prima parte, che è solo sua, rimane la più bella del libro. E l'immagine del campo di cavoli me la ricorderò a lungo. Ma anche la sua storia d'amore.

volevoesserejomarch ha detto...

E So Big e' una lettura che devo a Lettore ambulante, cosi come La luce di Cloudy Bay... Preziosi consigli.

lettoreambulante ha detto...

e io devo a te la ripresa de La casa tonda, lasciato a metà. poi ti dirò.
e poi adesso cerco in tutti i romanzi chi potrebbe essere Jo. hai un'influenza letteraria nefasta!