venerdì 30 agosto 2013

Tentativi di botanica degli affetti

già Natalia Ginzburg era stata attratta dalla biografia di Alessandro Manzoni, tanto da dedicargli un libro, La famiglia Manzoni, basato su lettere e documenti storici. Beatrice Masini si accosta all'autore dei Promessi sposi a partire dai suoi luoghi, la villa di Brusuglio, la casa di Milano. In queste due dimore, ma soprattutto nei loro giardini, ambienta una storia che mescola fantasia a personaggi realmente vissuti. Al centro, come nel romanzo della Ginzburg c'è la famiglia: la madre che, dopo aver dominato in società, ora spadroneggia tra le mura domestiche; la moglie fragile e devota; i figli irruenti; le timide figlie, e lui, l'artista, don Titta, gentile e sfuggente, pieno di fascino. Dicevamo i giardini: Bianca, la protagonista, ventenne, orfana, colta e volitiva, viene ingaggiata dal padrone di casa per dipingere i fiori che lui ha fatto piantare e per catalogarli. Bianca fa di più: si sforza di etichettare i tipi umani che incontra, i rapporti che hanno tra loro. Il suo desiderio di verità a ogni costo finirà per portarla fuori strada. Un'eroina moderna nel movimentato contesto del primo Ottocento milanese. Bella scrittura, grande documentazione. Pubblicato da Bompiani, è in corsa per il premio Campiello. Per me lo vince.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella recensione, l'ho postata su Twitter

meg_march ha detto...

letto e piaciuto, spero proprio che vinca. Mi sfuggono un paio di punti però: di chi è il teschio che il cattivo bambino Pietro calcia e perché c'è quella scena? il fratello di Bianca e il suo amico sardo compaiono la sera della festa e poi spariscono, perché? i regali che riceve bianca, mi è parso di capire, non provenivano tutti da Tommaso, e allora da chi?
A parte queste poche piccolezze, devo dire che è veramente un bel libro, con una base storica solida alle spalle come si vede raramente nella narrativa recente, e una grande capacità di scrittura. Non a caso l'autrice è traduttrice, e già autrice di libri per bambini: due campi in cui la cura della parola è tutto.