sabato 21 settembre 2013

Expo 58

Thomas si è sposato da poco e ha una bambina piccola. All'inizio l'idea di andare per lavoro a Bruxelles per l'Esposizione universale non lo attira per niente. Siamo nel 1958 e l'Expo è l'occasione per far incontrare pacificamente Russia e America; l'Inghilterra deve fare la sua parte. Appena arrivato, Thomas si lascia contagiare dal clima febbrile dell'Expo: è attratto dalla bella hostess che lo accoglie, fa amicizia con il vicino di letto, conosce un giornalista russo che lo sta molto a sentire, ammira la giovane americana che frequenta con gli altri. E poi il posto pullula di spie: il pacifico Thomas viene contatto da personaggi misteriosi che girano in coppia e gli affidano stravaganti missioni. Il capitolo centrale del libro di Jonathan Coe, dedicato allo scambio di lettere tra il protagonista, ebbro delle novità dell'Expo e sua moglie, che cerca di ingelosirlo illustrandogli la cortesia del vicino nei suoi confronti, è divertentissimo. Ma tutto il romanzo è molto divertente e pieno di colpi di scena.  Parla dell'Europa della fine degli anni cinquanta, delle scelte che facciamo o veniamo indotti a fare, delle sorprese che ci riserva la vita (anche a ottanta anni passati). Bravo Coe.

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