domenica 8 settembre 2013

Infanzia clandestina


all’inizio di Infanzia clandestina compare il cartello “ispirato a una storia vera”. Alla fine, lo spettatore, devastato dalle emozioni provate durante il film, scopre che la storia raccontata e’ quella vissuta dal regista da bambino e questo rende il tutto piu’ drammatico ancora. Juan e’ figlio di una coppia di oppositori al regime di Videla. Ha vissuto in esilio in vari paesi, ma i suoi hanno deciso di tornare in Argentina per combattere il regime. Entrare nel paese con altri compagni, conoscere i segreti dei suoi genitori, assistere alle loro riunioni, vedere pistole nascoste: tutto cio’ ha il sapore di avventura e Juan e’ perfettamente allineato all’ideologia di casa sua. A scuola pero’, sotto il nome di Ernesto, si fa degli amici e la ragazza che gli piace, Maria, lo ricambia. In Juan si accende il desiderio di una vita normale e quando l’amatissimo zio si fa esplodere con un poliziotto la sua crisi divampa. Il protagonista del film di Benjamín Ávila e’ un ragazzo con la faccia tonda e gli occhi espressivi: bravissimo, come sono bravi tutti gli attori, dal padre tutto certezze alla madre fanatica e dolcissima insieme. Persino la sorellina di un anno recita bene. E a lei che succede quando la clandestinita’ finisce? Vengono i brividi solo a pensarci.

Nessun commento: