sabato 7 settembre 2013

La bellezza delle cose fragili



“Un sogno solo basta per tutti e due”: fedele a questo principio Fola decide di rinunciare ai suoi studi di legge per dare tutto il supporto possibile al marito Kweku nella sua carriera di chirurgo a Boston. Lei viene dalla Nigeria, a tredici anni ha perso il padre, ucciso in disordini, lui viene da una capanna del Ghana: si amano appassionatamente. I loro quattro figli crescono negli Stati Uniti, frequentano le scuole migliori e promettono bene. Il sogno s’infrange quando Kewku viene licenziato dal prestigioso ospedale in cui lavora per un errore non suo. Invece di voltare pagina, l’uomo fa causa all’istituzione e una volta persa la causa ha un crollo nervoso e si allontana dai suoi. E’ un libro pieno di abbandoni dolorosi Ghana Must Go (che per Einaudi e’ diventato La bellezza delle cose fragili nella traduzione di Federica Aceto) e paradossalmente l’abbandono più grande, la morte del patriarca, diventa per gli altri l’occasione per ritrovare se stessi e ricucire la trama dei rapporti, superando traumi e rancori. L’inizio del libro, con Kweku che si alza la mattina, esce in giardino, ha i primi segni di un infarto, e non fa nulla per salvarsi, e' il primo pezzo di uno straordinario puzzle che si ricompone solo alla fine. Opera prima di Taiye Selasi, che ha messo molto di se' e della sua storia nei personaggi che ha inventato, La bellezza delle cose fragili spalanca una finestra sui paesaggi interiori di una famiglia devastata dalla deflagrazione di un sogno.


1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono contento che ti sia piaciuto