domenica 1 settembre 2013

L'amministratore


perché un romanzo del 1855 che pone a tema la contestazione del beneficio ecclesiastico nell’Inghilterra vittoriana puo' ancora appassionare il lettore di oggi? Il fatto e' che Anthony Trollope nell’Amministratore parla soprattutto di possesso e avidità, argomenti dall’intramontabile interesse. Il reverendo Harding, che si vede attaccato per la rendita di cui gode, non sopporta neppure l’ipotesi di usurpare soldi altrui, ed e' pronto a rinunciare a tutto pur di stare in pace con la sua coscienza e con i suoi vicini di casa. Tra i vecchi dell’ospizio c’e’ chi si lascia attrarre dall’idea di avere di piu’ e tralascia ogni considerazione di buon senso o di affetto per gli altri e chi invece si accontenta di quello che ha e fa prevalere le ragioni del cuore a quelle dell’economia. Insomma L’amministratore ci offre una vasta gamma di reazioni umane di fronte alla prospettiva dell’arricchimento e a quella del suo contrario, l’impoverimento. Di sole trecento pagine (la meta' esatta degli altri volumi delle Cronache del Barsetshire), questo libro inaugura il ciclo trollopiano. Non lo leggerei per primo, me lo terrei verso la fine, come ho fatto io.

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