lunedì 9 settembre 2013

l'incontro con Taye Selasi

Taye, l'autrice della Bellezza delle cose fragili,  e' bellissima. Oggi aveva le braccia sottili ricoperte di braccialetti di rame, al collo una grande collana di pietre, un vestito etnico sui toni del verde, una pelle scura e luminosa, un meraviglioso sorriso. E' simpatica: sentirla parlare del suo libro in un italiano colorito e meditato (si e' avventurata in congiuntivi e condizionali senza sbagliarne uno) e' stato un piacere. E poi ha scelto come prima lettura per l'incontro pubblico un brano del suo libro che mi aveva colpito molto. Ve ne do' qui un assaggio. Si parla di Ama, la seconda moglie del protagonista, una donna anomala, che non sogna e non combatte: "Ama non e' una che si fa male da sola. Non le passerebbe mai per la testa. Di mettersi in discussione. Di esigere dalla propria psiche un piccolo tributo di dolore in cambio dei piaceri mondani sebbene il mondo non lo richieda. Il fatto e' che lei non e' una pensatrice. Non passa tutto il tempo a pensare - a cosa potrebbe andar meglio, alla prossima mossa da fare, ai suoi sbagli, alle persone che le hanno fatto del male, a quello che lui pensa o sente ma che non esprime." "Il suo stato naturale e' di contentezza, non di curiosità": l'avevo detto che era una donna anomala.

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