giovedì 26 settembre 2013

per conto loro

giovedì mattina, ore 7,40: prendo l’ascensore con marito e figlio. Il primo dà un cazzotto benevolo al secondo, come fa sempre. Stamattina, però, al figlio quindicenne gira male, si arrabbia, lo insulta. Il padre si offende e gli dice, allora vai a piedi, non ti porto a scuola. Il figlio si avvia verso piazzale Flaminio, anche se è tardi e non farebbe in tempo. Lo rincorro, lo convinco a venire in garage, dicendogli che lo porterò io (che in realtà devo andare in palestra e poi in un’altra direzione). Riesco a farlo salire in macchina con il padre, li vedo partire in un silenzio pieno di tensione. Mentre inizio la mia giornata, penso a quando vivranno per conto loro, a quando i figli ci verranno a trovare per il piacere di vederci (o non verranno, è possibile tutto). Ci penso con un certo sollievo. Non manca poi molto.   

1 commento:

Anonimo ha detto...

Tra i due galletti chi è il più immaturo?