giovedì 5 settembre 2013

rileggendo la tesi di laurea

qualche giorno fa mi ha scritto una studentessa napoletana. Aveva visto citata nella nota di un libro del mio professore la mia tesi di laurea sulla lingua di Collodi; mi ha cercato su internet e mi ha chiesto se poteva incontrarmi. Stamattina ha preso il treno da Napoli e mi ha raggiunto in Dear. Sfogliando le 150 pagine da me faticosamente dattiloscritte nel 1987 e ora tutte ingiallite era felice e quasi emozionata. Ne ho approfittato per rileggerle anche io quelle pagine. La tesi è riaffiorata dalla mia memoria frase per frase; quanto impegno ci avevo messo, che documentazione ampia, come avevo curato lo stile. Che studiosa sarei potuta diventare. Per l’università però non ho alcun rimpianto: non ero fatta per lei né lei per me.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho sempre pensato a lei come alla fatina di Pinocchio

volevoesserejomarch ha detto...

Brrr, la fatina è un personaggio inquietante, più morto che vivo...

Anonimo ha detto...

ha presente la versione rock - "c'è solo un fiore in quella stanza" - di edoardo bennato