giovedì 31 ottobre 2013

due pensieri del giovedi' sera

pensiero buio: tutti, chi più chi meno, abbiamo sperimentato da piccoli il disagio di essere figli, la pesantezza della famiglia, dei suoi vincoli, dei suoi giudizi, dei suoi pregiudizi. Eppure tutti o quasi, da grandi, ci caschiamo e non vediamo l'ora di costruircela intorno una nuova famiglia, pensando di potercela fare a essere genitori. E a nostra volta produciamo disagio nei figli.

pensiero un po' meno buio: nessuno ha la capacita' di metterci in crisi, di spalancare una finestra sui nostri limiti come i nostri figli. Se non si soccombe, s'impara e pure molto.

bouquet

mercoledì 30 ottobre 2013

un insostenibile desiderio di gratificazioni

non c'e' niente di peggio che essere compatiti quando quello che si desidera e' essere gratificati. Un brava detto da un intervistato, un post che s'imponga finalmente all'attenzione dei lettori, un complimento per una torta ben riuscita: non chiedo tanto. Invece il massimo che mi capita e' una collega che si rammarica con me perché mi affidano pezzi di poco conto e un padre, pieno di buone intenzioni, che si dispiace perché i miei figli non mi rispettano e così facendo mi fa sentire la più pippa delle madri. Magari se mi faccio i capelli blu qualcuno che mi dice che sto bene lo trovo.

martedì 29 ottobre 2013

bella cena

sono stufa marcia di essere usata come punching ball dai miei figli. Stasera quando hanno attaccato a discutere, a insultarsi e a minacciarsi a vicenda, ho preso il piatto di pasta e me ne sono andata in camera mia. Lo so, avrei dovuto mandare via loro.

con Ginger e Fred

il film di Fellini Ginger e Fred l'avevo visto al cinema nell'85, quando era uscito. Dall'alto della mia giovinezza mi aveva colpito il tema della vecchiaia, della decadenza dei due protagonisti e del loro amore di un tempo. Oggi l'ho rivisto sul computer in cerca di una scena per un servizio. Stavolta ad infondermi un'enorme tristezza e' stata la descrizione del marciume televisivo e delle figure che lo popolano e lo alimentano. E' un marciume che se solo lo sfiori ti si appiccica addosso. Che bel film, che attori straordinari Masina e Mastroianni, che meravigliosi dialoghi.

lunedì 28 ottobre 2013

Adriano Olivetti - La forza di un sogno

che delusione questo Olivetti di Rai uno. Mal scritto, mal girato, mal recitato. Come si fa a rovinare un soggetto così e a far diventare Zingaretti mieloso, Pannofino caricaturale, la Rocca rigida come un burattino? Il rapporto tra Olivetti e la moglie banalizzato in un lei-fa-le-corna-a-lui-lui-e'-molto-comprensivo-e-continua-ad-amarla, per non parlare delle sotto storie come quella della ladra promossa grafica sul campo, o del ragazzotto capo progettista. Un ritratto tutto luci e neanche un'ombra, una specie di santo laico testardamente chiuso nel suo idealismo. A chi giova raccontare Olivetti alla maniera del mulino bianco?

domenica 27 ottobre 2013

il gioioso pranzo della domenica

il fratello del marito e' a Roma per divorziare. Lo invitiamo a pranzo insieme a mia suocera e invitiamo anche mio padre e mia zia.  Eccoci tutti a tavola di fronte alla pasta al forno della suocera e al nostro rost beef. Siamo in otto e i due più giovani, i miei figli, danno libero sfogo al loro cattivo umore, ognuno a modo suo. La figlia ci raggiunge con mezz'ora di ritardo: e' stata alla Luiss per un corso preparatorio, e' stanca morta e si lamenta di tutto; divora in fretta il suo cibo, che prima trova troppo freddo, poi troppo caldo, saluta a stento e va a dormire. Il figlio invece partecipa al pranzo dall'inizio alla fine, ma senza proferire parola. E' da ieri che gli gira male (forse perché invece di farlo uscire di sera in motorino, l'abbiamo accompagnato e siamo tornati a riprenderlo?) e ha deciso di non parlarci più. Mio padre spesso parla a vanvera (i suoi duetti con mio cognato sulla necessita' per gli uomini maturi di accompagnarsi con donne più giovani non si possono sentire) ma quando dice che aver avuto paura delle bombe da ragazzo l'ha aiutato ad apprezzare la vita non ha torto. I miei due viziatelli fanno una gran fatica a essere contenti.

sabato 26 ottobre 2013

Anni felici


per Kim Rossi Stuart ho un debole da sempre, e un film con lui come protagonista non me lo perderei per nulla al mondo (qui fa un po’ troppo il tonto, ma probabilmente la sceneggiatura gli chiedeva di essere vacuo e da vacuo a tonto poco ci passa). Kim Rossi Stuart a parte, Anni felici non mi e' dispiaciuto. Racconta di Dario, alter ego bambino del regista Luchetti, che gli presta anche la voce fuori campo, costretto insieme al fratello minore ad assistere agli scontri tra i suoi genitori. Il padre e' un artista velleitario; la madre, una donna semplice e affettuosa, che si lascia divorare dalla gelosia e dall’insicurezza: i due si amano molto, ma male, e tendono a dimenticare la presenza e le esigenze dei figli. Siamo negli anni settanta e il personaggio interpretato da Micaela Ramazzotti sperimenterà  la libertà e l’attaccamento con una femminista che la porta in vacanza con se'. Tutto un po’ tagliato con l’accetta, ma e’ così che un figlio vede i propri genitori e i loro torti da piccolo (o forse anche da grande).

venerdì 25 ottobre 2013

L'ultima parola


Harry e' un trentenne inglese di bell’aspetto e di buona famiglia, Mamoon un famoso scrittore indiano settantenne. Il primo riceve l’incarico di scrivere la biografia del secondo: e' la sua grande occasione, il suo trampolino di lancio, già si vede ospite di festival letterari in Italia e di talk show televisivi. Nella casa in campagna in cui Mamoon vive con la sua seconda moglie, la sanguigna italiana Liana (l’Italia torna spesso in questo libro che e’ uscito nel nostro paese prima che in tutti gli altri), succede di tutto: lo scrittore e il suo biografo arrivano fino allo scontro fisico. Alla fine sarà il vecchio indiano a beneficiare di questa conoscenza che risveglierà la sua creatività assopita. Se al centro del romanzo ci sono due uomini, a influenzare i loro destini, a guidarne le scelte sono le donne, quelle che loro desiderano, quelle da cui sono desiderati, quelle con cui vanno a letto, quelle che amano o hanno amato. L’ultima parola di Hanif Kurieshi e' una riflessione in forma di romanzo su temi vari, da come sta cambiando sotto i nostri occhi la società multiculturale al ruolo del sesso nella vita individuale, allo status di scrittore nella nostra società. Kureishi ha scritto libri più brillanti; forse l’opacità di questo non e' che un riflesso dell’opacità del tempo presente.

giovedì 24 ottobre 2013

facce che non sono la mia


un dilemma da mamma imperfetta

alle tre e mezza c'è la riunione per eleggere i rappresentanti di classe a scuola della figlia. Per andarci devo uscire dal lavoro due ore prima. Oggi non è una giornata particolarmente impegnativa: potrei farlo. Solo che a questa riunione ci troviamo sempre in due e, a quanto pare l'altra mamma non ci sarà. In più mia figlia si è fatta eleggere rappresentante degli studenti e quindi io non posso fare quella dei genitori, neanche volendo. In più è l'ultimo anno, sono sempre stata a queste riunioni e non è mai servito a niente. Che ci vado a fare? Mi dispiace che la coordinatrice si trovi davanti l'aula vuota. Perché non mi prendo il pomeriggio libero e vado a far shopping? Dovrei chiedere a Cotroneo, questo è proprio un dilemma tipico delle sue mamme imperfette. Vabbe' vado. 

mercoledì 23 ottobre 2013

Two Mothers

una meravigliosa spiaggia australiana, due ville tutte vetrate che ci si affacciano sopra. Ci abitano Roz e Lil, amiche sin da bambine: la prima ha un marito brutto e antipatico che esce presto di scena, la seconda e' rimasta vedova dopo un incidente stradale. Hanno due figli Tom e Ian, cresciuti insieme, che passano il tempo a fare surf sulle onde: due facce da bambini su corpi che più muscolosi non si potrebbe. Ian, il più fragile, s’innamora di Roz e ci va a letto. Tom li scopre e, furioso, si butta su Lil. Tra le due cinquantenni e i due ragazzi si sviluppa una relazione fatta di sesso, cene, nuotate, e grande complicità. Non può durare e non dura; c’e' il rischio tragedia, ma Anne Fontaine, la regista, e prima di lei Doris Lessing, che ha scritto il racconto da cui e' tratto il film, ce la risparmiano. Two Mothers mette in scena il desiderio femminile e celebra l'amicizia tra donne. Naomi Watts e Robin Wright sono bellissime e bravissime.


investita!

approfitto della pausa pranzo del montaggio per fare un po' di spesa, tanto sono in zona. Carica di buste mi avvio a passo svelto verso casa, quando un tipo vestito da cameriere esce di corsa da un portone e mi investe in pieno, abbracciando me e le buste ed evitando per un pelo di farmi cadere a terra. Mi chiede ripetutamente di scusarlo e se ne va. Mi sa che il tipo non vede la fiction: secondo il copione doveva chiedermi il numero di telefono. O forse ero troppo racchia per i suoi gusti...

martedì 22 ottobre 2013

incidente e colpo di fulmine

se vedo ancora in una fiction o in un film italiano un tizio che mette sotto in macchina o in motorino una tizia con il risultato che tra i due scoppia l'amore, sparo. Possibile che gli sceneggiatori non riescano a immaginare un'occasione d'incontro tra due sconosciuti che non sia sotto le ruote?

lunedì 21 ottobre 2013

E cosi' vorresti fare lo scrittore


in E cosi’ vuoi fare lo scrittore (Laterza) Giuseppe Culicchia racconta il proprio percorso letterario, dalla scoperta di voler scrivere, fatta a dodici anni dopo la lettura di Fiesta di Hemingway, fino alla fase di “venerato maestro” in cui gli capita di venir chiamato a esprimere la propria opinione da tutti su tutto e a essere invitato a qualunque evento culturale o pseudo tale. E’ un libro divertente e amaro, che mette alla berlina diverse categorie: gli editori che vanno in cerca di tipi umani (lolite e ninfomani, poi ex sessantottini muratori, poi montanari bevitori, poi ancora spiegatori del mondo in maniche di camicia); i frequentatori di presentazioni letterarie che esordiscono inevitabilmente con la premessa, “non ho letto il libro ma”, e non finiscono mai di parlare; i redattori che riempiono le quarte di copertina di aggettivi alla moda come stralunato; gli scrittori stessi, ossessionati da vendite e visibilita' (cosa non si farebbe per una comparsata da Fabio Fazio) e capaci di perdere il sonno a causa della stroncatura di un lettore sul sito di Ibs. Culicchia dice che da vent’anni sta cercando di scrivere “una sorta di ritratto antropologico del nostro paese”. Questo libro ne e' senz’altro un significativo tassello.

domenica 20 ottobre 2013

La prima neve


quanto e' bravo Andrea Segre! Io sono Li, il suo film precedente, mi era piaciuto tanto che temevo che il secondo non fosse all’altezza di quello e invece ho visto La prima neve con il fiato sospeso, in uno stato di commozione che non provavo da tempo. Siamo in un piccolissima comunità del Trentino e la meravigliosa fotografia di Luca Bigazzi ci fa sentire la montagna nell’ultimo scorcio d’autunno con i suoi colori vivissimi e i precipizi, che poi sono quelli che provano dentro i due protagonisti, l’uomo che viene dal Togo e ha perso la moglie e il bambino rimasto orfano del padre alpinista. Il bambino: Matteo Marchel, un prodigio. Due occhi capaci di dire il dolore, la rabbia, la sfida, la voglia di vivere; un’enorme energia in un piccolo corpo, e' raro vedere bambini recitare cosi’. La prima neve racconta cosa significa andare avanti senza la persona amata, intreccia i destini come sono intrecciati i rami degli alberi. E’ un film pieno di poesia e senza una goccia di retorica.