domenica 13 ottobre 2013

Gloria


uscendo dal cinema, dopo aver visto Gloria di Sebastian Leilo, ci si sente sommersi da un’ondata di tristezza. E’ tutto così vero nella scrittura di questo film e nella recitazione di Paulina García, che Gloria ci sembra una nostra amica e le sue disavventure ci sembra di averle sperimentate sulla nostra pelle. Gloria e' simpatica, bella, ottimista, piena di voglia di fare; ha solo un difetto, ha passato i cinquant’anni. Suo marito l’ha lasciata per una più giovane; il figlio musicista ha un bambino e una compagna con cui litiga; la figlia insegna yoga e sta per andarsene in Svezia; il lavoro la impegna parecchio; il tempo libero lo passa a scacciare un gatto senza peli e a chiedere silenzio al vicino pazzo. Rodrigo, che incontra in una discoteca, e' più vecchio di lei, e nemmeno molto prestante (porta una cintura elastica, si e' da poco operato allo stomaco). Lei se lo fa piacere e ci fa sesso con un certo trasporto. Lui si rivelerà il prototipo dell’uomo codardo che dice una cosa e ne fa un’altra e non riesce a cambiare. A fotografare con tanta esattezza la realtà della solitudine femminile e' un regista maschio, abbastanza giovane da non voltare lo sguardo di fronte alle cinquantenni.

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