domenica 27 ottobre 2013

il gioioso pranzo della domenica

il fratello del marito e' a Roma per divorziare. Lo invitiamo a pranzo insieme a mia suocera e invitiamo anche mio padre e mia zia.  Eccoci tutti a tavola di fronte alla pasta al forno della suocera e al nostro rost beef. Siamo in otto e i due più giovani, i miei figli, danno libero sfogo al loro cattivo umore, ognuno a modo suo. La figlia ci raggiunge con mezz'ora di ritardo: e' stata alla Luiss per un corso preparatorio, e' stanca morta e si lamenta di tutto; divora in fretta il suo cibo, che prima trova troppo freddo, poi troppo caldo, saluta a stento e va a dormire. Il figlio invece partecipa al pranzo dall'inizio alla fine, ma senza proferire parola. E' da ieri che gli gira male (forse perché invece di farlo uscire di sera in motorino, l'abbiamo accompagnato e siamo tornati a riprenderlo?) e ha deciso di non parlarci più. Mio padre spesso parla a vanvera (i suoi duetti con mio cognato sulla necessita' per gli uomini maturi di accompagnarsi con donne più giovani non si possono sentire) ma quando dice che aver avuto paura delle bombe da ragazzo l'ha aiutato ad apprezzare la vita non ha torto. I miei due viziatelli fanno una gran fatica a essere contenti.

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