mercoledì 16 ottobre 2013

intervista con polemica

alla fine non ce l'ho fatta a far finta di niente, a lasciarlo parlare del suo libro senza avanzare neppure un'obiezione polemica. Quando gli ho detto che in questo romanzo, come in altri di autori della sua generazione, alla rappresentazione di un fervido amore per la propria figlioletta si accompagna la descrizione del disamore per la propria compagna, lui ha strabuzzato gli occhi, già un po' sporgenti e ha ammesso che si', sotto certi punti di vista, si poteva dire così, ma che questo rientrava nella sincerità dell'esposizione del punto di vista maschile. Dopo di che abbiamo parlato di una recensione uscita oggi e l'intervista e' finita. A microfono spento gli ho detto che il suo libro mi aveva fatto soffrire, che una visione tanto maschilista dei rapporti coniugali era dura da mandar giù, che gli scrittori italiani che si definiscono di sinistra sono intrisi di berlusconismo. Lui mi ha dato della veterofemminista, ha detto che era colpa di donne come me se gli uomini come lui reagivano così e che comunque non dovevo confondere il personaggio con lo scrittore. Il tutto sotto lo sguardo sorpreso della tipa dell'ufficio stampa, rallegrata da questo vivace scambio d'opinione. E' andata. Ora mi posso rilassare.

Nessun commento: