domenica 20 ottobre 2013

La prima neve


quanto e' bravo Andrea Segre! Io sono Li, il suo film precedente, mi era piaciuto tanto che temevo che il secondo non fosse all’altezza di quello e invece ho visto La prima neve con il fiato sospeso, in uno stato di commozione che non provavo da tempo. Siamo in un piccolissima comunità del Trentino e la meravigliosa fotografia di Luca Bigazzi ci fa sentire la montagna nell’ultimo scorcio d’autunno con i suoi colori vivissimi e i precipizi, che poi sono quelli che provano dentro i due protagonisti, l’uomo che viene dal Togo e ha perso la moglie e il bambino rimasto orfano del padre alpinista. Il bambino: Matteo Marchel, un prodigio. Due occhi capaci di dire il dolore, la rabbia, la sfida, la voglia di vivere; un’enorme energia in un piccolo corpo, e' raro vedere bambini recitare cosi’. La prima neve racconta cosa significa andare avanti senza la persona amata, intreccia i destini come sono intrecciati i rami degli alberi. E’ un film pieno di poesia e senza una goccia di retorica.

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