martedì 15 ottobre 2013

lo scrittore che vado a intervistare

mi e' capitato di intervistare scrittori su libri che non mi piacevano o perché dovevo farlo o perché io stessa avevo incautamente fissato l'appuntamento prima di aver letto i loro scritti. Stavolta il colpevole di questo incontro infausto ha un nome, e' il mio amico Francesco, che si e' autopromosso mio consigliere letterario. Mi si e' messo nelle orecchie come sa fare lui, tornando e ritornando sull'argomento: e' bravo, il suo primo libro e' bello, e' un nome, di questa sua ultima uscita si parla molto bene. L'intervista la faccio domani e invece di porre allo scrittore domande sulla sua opera, vorrei dargliela in testa la sua opera (che ho letto nel week end con fastidio crescente). E' un romanzo imbottito di misoginia vittimismo e moralismo. Non c'e' un'invenzione che sia una, un personaggio che resti impresso al lettore. Che imbarazzo trovarmi di fronte l'autore e farmi raccontare il libro facendo finta di niente.

2 commenti:

meg_march ha detto...

a questo punto è obbligatorio dire il titolo del romanzo!

volevoesserejomarch ha detto...

Perché no? È Il padre infedele, titolo che è tutto un programma...