sabato 19 ottobre 2013

Terra ignota


quando facevo la lettrice per Mondadori ragazzi (e l’ho fatta per anni, a tempo pieno, leggendo libri in quantità industriali), il mio incubo erano i fantasy: lunghissimi, similissimi tra loro, tutta azione e zero spessore psicologico dei personaggi. Per questo mi sono meravigliata di me quando ho deciso di affrontare Terra ignota di Vanni Santoni (pubblicato da Mondadori, ma e' un caso).  Non mi sono pentita di questa scelta. Gli archetipi del fantastico ci sono tutti: magia, sogni, visioni, incantesimi, profezie, combattimenti, crudeltà, viaggi interminabili e pieni di pericoli. Ma Terra ignota e' un libro arioso, nonostante le cupezze di cui e' infarcito; si fa leggere, anche grazie a una giovane protagonista dall’aria fragile, ma dalla sostanza indistruttibile. Ailis, che dalla sua sorella maggiore carolliana Alice, riprende il nome e la curiosità  per quello che la circonda, viene da un villaggio sperduto, voleva arruolarsi, deve ritrovare la sua amica, viene venduta come schiava, diventa gladiatrice, trova un compagno, subisce un maleficio, esegue l’agognata vendetta... Colpisce in questo romanzo il linguaggio: un misto di aulico, arcano e popolare (una mazzata e' una mazzata, anche in un contesto remoto, e se uno ti frega, ti frega). Non che mi sia convertita al genere fantastico, ma questo libro lo consiglierei a chi ama le avventure: tra echi letterari e velocità da videogioco e' una bella proposta per le giovani generazioni.

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