venerdì 29 novembre 2013

Anna Karenina in tv

lunedì e martedì va in onda su Raiuno una Anna Karenina prodotta dalla Lux Vide. Quindi grande dispiegamento di mezzi, riprese a Vilnius sotto la neve, attori internazionali (Benjamin Sadler è Karenin, Santiago Cabrera Vronskij), il loro regista di riferimento (il canadese Christian Duguay che si caratterizza per il movimento delle scene: niente campi e controcampi in una stanzetta, tanta steadycam indossata personalmente). Ne ho visto solo la prima mezz'ora e a parte il fastidio per il doppiaggio (stride il confronto tra gli autori italiani che si doppiano da soli e i doppiatori professionisti, ahimè più bravi di loro con la voce), il film non mi è parso niente male, sicuramente più bello dell'ultima versione cinematografica, quella con Keira Knightly, appesantita da ricercati simbolismi. Arlanch, che ha scritto la sceneggiatura, ha puntato sul contrasto tra tre coppie: quella costituita da Anna e Vronskij, quella di Kitty e Levin e quella di Dolly e Stiva (nel film sono Carlotta Natoli e Pietro Sermonti: buffi, simpatici, bravi). Ognuna delle coppie insegue la felicità e si scontra con i limiti imposti dalle situazioni reali; alcuni riusciranno a superare quei limiti o ad adattarvisi, altri non ce la faranno. E Vittoria Puccini? Ha detto che per prepararsi non ha fatto che leggere e rileggere Tolstoj, trovando nel libro tutto quello che le serviva a costruire il suo personaggio. Mi ha ricordato Lea Massari, mitica Anna Karenina della mia infanzia.

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