sabato 2 novembre 2013

Before Midnight


un padre accompagna il figlio all’aeroporto. Il ragazzo ha un’aria serena, il padre invece e' in preda all’ansia, continua a raccomandargli di suonare il pianoforte, di giocare a calcio… La scena successiva ci mostra l’uomo in macchina con la sua compagna. Sul sedile posteriore dormono le figlie gemelle. Tra i due si sviluppa un dialogo serrato sulla vacanza in Grecia che sta per finire, sul ragazzo che e' tornato in America da sua madre, sul lavoro di lei e le sue prospettive. Il film di Richard Linklater e' tutto fatto delle parole che si scambiano Jesse e Celine, una coppia quarantenne che si e' amata con passione e che ora arranca. Celine (la bravissima Julie Delpy) e' brillante, sarcastica; sa essere  esasperante, ossessiva, come sono le donne quando dubitano della fedeltà del proprio compagno, ma soprattutto del suo attaccamento e del proprio investimento su di lui. Jesse (Ethan Hawke) e' affettuoso, autoironico, paziente (ha la coda di paglia?): e' il classico uomo che vorrebbe tenere tutto insieme, e che mette al primo posto se stesso. Guardare Before Midnight (rigorosamente in lingua originale, quello che gli attori dicono e' il film) e' un esercizio d’introspezione. Non ci si puo' non rispecchiare nella protagonista e nei suoi furori, non ci si puo' non chiedere, quanto di Celine c’e' in me e quanto c’e' stato (il vantaggio di avere dieci anni di più e' che alcune rivendicazioni, solo alcune, appaiono superate). Regista e interpreti chiudono così la trilogia cominciata vent’anni fa con Prima dell’alba e proseguita con Prima del tramonto: singolare esperimento di film con gli stessi personaggi interpretati dagli stessi attori in diversi stadi della loro vita. Di Prima dell’alba conservo il ricordo nebuloso di una storia molto romantica, Prima del tramonto mi sa che me lo sono persa.

1 commento:

valigiesogni ha detto...

Io ho visto solo “Prima del tramonto”. E mi era piaciuto parecchio.