sabato 9 novembre 2013

Giovane e bella

tanto mi era piaciuto e mi aveva emozionato Nella casa, quanto mi ha annoiato Giovane e bella, l’ultimo film di François Ozon. Isabelle ha diciassette anni ed e’ bellissima: perde la verginita’ sulla spiaggia con un giovane tedesco per cui non prova nulla e tornata a Parigi comincia a prostituirsi, raggiungendo i clienti trovati via internet in camere d’albergo o nelle loro macchine. Da quando la polizia contatta la madre di Isabelle per raccontarle cosa fa la figlia, il film comincia a girare a vuoto: e’ fin troppo chiaro che la ragazza non sa perche’ va con gli uomini o non vuole saperlo e che la madre e’ disperata; il ritratto di famiglia borghese - madre dottoressa, separata con nuovo compagno e tresca con il marito dell’amica, fratellino complice e ossessionato dal sesso – e’ appena accennato e non da’ spessore alla vicenda narrata. Insopportabili i sottofinali: non sapendo come chiudere Ozon procede a singhiozzo: c’e’ il ponte con i lucchetti (ci mancava solo la citazione di Moccia); c’e’ la scopata con il coetaneo ignaro e infine c’e’ la chiacchierata chiarificatrice con la moglie del cliente preferito. Va bene evitare i moralismi, ma se non si sa cosa dire meglio stare zitti

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