domenica 24 novembre 2013

Il tocco del peccato


Cina oggi: natura sventrata, fabbriche pestilenziali, miniere abbandonate. Ricchi ricchissimi che si spostano in aerei privati e frequentano bordelli di lusso e una massa che lavora senza alzare la testa. Su questo sfondo Jia Zhang-Ke racconta quattro storie di resistenza, sopraffazione e vendetta. La più coinvolgente è la prima: un ex minatore denuncia ostinatamente la corruzione del proprietario della miniera, suo compagno di scuola; viene massacrato e irriso, imbraccia un fucile da caccia e fa una strage delle persone che odia. Un giovane abbandona moglie e figlio per una vita randagia fatta di delitti efferati e di furti; una donna accoltella l’uomo che la molesta; un ragazzo alla ricerca di un lavoro ben pagato conosce in un night una coetanea che si prostituisce per mantenere sua figlia. A parte le esplosioni di violenza, il film riserva poche sorprese. Bellissima la fotografia; monocorde, cupissimo il tono.

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