domenica 17 novembre 2013

La donna del piano di sopra


Nora e' nata in una famiglia normale vicino Boston. Indecisa se coltivare il senso artistico o avviarsi verso una carriera più sicura, si e' poi dedicata ai bambini ed e' diventata un’apprezzata maestra elementare. Stava per sposarsi, ha avuto diverse relazioni; e' rimasta single. Si avvia verso i quarant’anni, ha assistito sua madre in una lunga malattia, vede spesso il padre e la zia, entrambi vecchi e con qualche acciacco. Nella tranquilla vita di Nora irrompono gli Shahid. Il primo a colpirla e' il bambino, Reza: bello, sensibile, intelligente, attento, frequenta la sua classe e si lega subito a lei. Poi viene il colpo di fulmine per la madre di Reza, Selene. Fa l’artista, e' di origini italiane, non sopporta l’America, dove e' costretta a passare un anno per gli impegni universitari del marito. Tra le due donne si sviluppa subito un’intenso rapporto, affittano insieme uno studio, condividono chiacchiere e creazioni artistiche. E infine c’e' Skandar, il capofamiglia libanese, un uomo colto e pieno di fascino che prende l’abitudine di fare lunghe passeggiate con Nora, riaccompagnandola a casa dopo le cene da loro. La donna del piano di sopra (da intendersi in senso metaforico come la persona a cui tutti possono rivolgersi in caso di bisogno e che passa per lo più inosservata) s’innamora di tutti e tre e li mette al centro dei suoi pensieri, pur temendo le conseguenze di tanto trasporto. Leggendo il romanzo di Claire Messud (senza poterlo lasciare un istante, tanto ci s’immedesima nella protagonista) ci s’interroga sui temi fondamentali dell’esistenza: che cos’e' l’amore? Cos’e' l’ambizione? Cos’e' l’amicizia? Quali sono i loro limiti? Messud e' bravissima nel raccontare una donna di oggi, con tutte le sue contraddizioni, e insieme nel creare un’atmosfera allarmante e senza tempo alla Henry James. Che bel libro. Bella anche la traduzione di Silvia Pareschi per Bollati Boringhieri.