mercoledì 13 novembre 2013

La festa dell'insignificanza

l'ultimo libro di Milan Kundera, che l'autore ha voluto pubblicare in anteprima in Italia e che Massimo Rizzante ha tradotto per Adelphi, e' breve ed astratto. I suoi non personaggi si aggirano tra i giardini del Lussemburgo, una festa, una casa privata. Parlano di ombelichi scoperti e di serialita', delle loro madri e del perché li hanno messi al mondo, fingono di essere altro da se', si scambiano bugie gratuite. C'e' anche Stalin nel libro: racconta storielle e da' alla citta' di Kant il nome dell'uomo che costringe a pisciarsi addosso per ascoltarlo. Il succo del libro (e come dargli torto) e' il seguente: "l'insignificanza, amico mio, e' l'essenza della vita. E' con noi ovunque e sempre. E' presente anche dove nessuno la vuole vedere: negli orrori, nelle battaglie cruente, nelle peggiori sciagure. Occorre spesso coraggio per riconoscerla in condizioni tanto drammatiche e per chiamarla con il suo nome. Ma non basta riconoscerla, bisogna amarla, l'insignificanza, bisogna imparare ad amarla."

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