mercoledì 27 novembre 2013

Storia del nuovo cognome


aveva ragione Giulia, quando mi ripeteva che dovevo assolutamente leggere L’amica geniale di Elena Ferrante. Il primo volume mi ha causato sentimenti contrastanti: mi ha appassionato il racconto dell’amicizia morbosa tra le due protagoniste, mi ha disturbato la descrizione del rione, con la sua violenza estrema (quasi intollerabile la scena di Lila buttata giù dalla finestra dal padre in un momento d’ira). Il secondo, intitolato Storia del nuovo cognome, mi ha definitivamente conquistato. Al centro del libro c’è la lunga vacanza delle due ragazze a Ischia. Hanno diciotto anni: Lila è già sposata da due ed è già stufa marcia del marito che non ha mai amato e degli agi di cui gode grazie a lui; Elena, che è innamorata di Nino, acconsente ad accompagnare l’amica al mare, perché sa che lui è sull’isola e spera di poterlo frequentare. Succede però che Nino si metta a corteggiare Lila. Le descrizioni delle lunghe giornate in spiaggia, in cui tra Nino e Lila, con la copertura di un’altra coppia e di Elena, comincia una focosa relazione fatta prima di lunghi discorsi su libri e politica e poi solo di carezze nascoste, sono bellissime: hanno il pregio di farti sentire lì, con i personaggi, agitata da sentimenti contrastanti e dall’ebrezza della trasgressione. Bello anche il racconto di come Elena, spinta da una professoressa che se la trova davanti all’esame di maturità, affronti e superi le prove per la Normale di Pisa, lei figlia di un usciere, lei per cui l’italiano è una conquista rispetto al dialetto. La rivalità tra Lila e Elena, cominciata quando erano due bambine fuori dall’ordinario, continua: ognuna delle due punta all’affermazione di sé a ogni costo, piú per stupire l’amica che per esigenza propria. Non vedo l’ora di sapere come va a finire: il terzo volume è già sul mio comodino.

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