giovedì 12 dicembre 2013

a casa di Jumpa Lahiri

era da mesi che aspiravo a questo momento. Alle nove e mezza, con grande anticipo sull'appuntamento fissato, mi sono trovata con Francesco sotto l'appartamento di Trastevere che Jumpa Lahiri ha affittato con la sua famiglia. È arrivata anche Debora con la sua telecamera e siamo saliti all'ultimo piano del palazzo. Conoscevo dalle fotografie la bellezza di Jumpa Lahiri; non me l'aspettavo così alta e sottile. La casa ha l'aspetto spoglio delle case in affitto: grandi spazi semivuoti, vecchie poltrone; la terrazza ha un affaccio spettacolare su Roma. Ci ha portati nel suo studio e qui siamo entrati in uno spazio intensamente vissuto: la scrivania con uno scritto in italiano con correzioni, il computer, le pantofole, un armadio con sopra domande di compagni di scuola della figlia su cosa fa uno scrittore. È partita l'intervista. Nel suo italiano accurato senza neppure un errore, Jumpa ha parlato del rapporto tra i due fratelli che è al centro del romanzo La moglie, del terrorismo e di dove si arriva in nome dell'ideologia; del personaggio di Gauri e della sua scelta terribile di rinunciare alla figlia. Poi abbiamo parlato di esilio come condizione esistenziale, di quel non sentirsi a casa in nessun luogo che si trova in tutti i suoi romanzi e del suo aver fatto pace con questa sensazione grazie a lavoro e famiglia. Sull'Italia e su Roma Jumpa Lahiri si è soffermata a lungo. Vent'anni fa è venuta in vacanza a Firenze, ha deciso che voleva studiare l'italiano, lo ha fatto a New York con insegnanti privati. Aveva bisogno di sperimentare la nostra lingua, di metterla in pratica: si è trasferita a Roma con il marito e i due figli. Da due anni legge solo in italiano e la fatica che le costa farlo è ripagata dalle continue scoperte, dal tornare all'inglese arricchita di nuove prospettiva. Resterà in Italia fino ad agosto, poi chissà. La sua cortesia, il modo attento con cui ha preso in considerazione tutti e tre noi, mi ha commosso. Un incontro al di sopra delle mie pur alte aspettative.

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