domenica 8 dicembre 2013

Blue Jasmine


Jeanette è una abituata sin dalla nascita a raccontarsi storie. Si racconta che lei è la figlia preferita, che sua sorella (come lei adottata) è una poveraccia senza arte né parte con un pessimo gusto per gli uomini; si racconta che ha sposato il più fico di tutti, che ha la casa più bella e la vita più piena. Quando tutto crolla, le resta solo il nome che si è attribuita, Jasmine e l’attitudine a parlare da sola (memorabili le scene in cui elenca le sue prerogative di fronte alla malcapitata vicina di aereo e ai suoi nipoti che la fissano con gli occhi sbarrati davanti agli avanzi di una pizza). Dietro Jeanette-Jasmine il vuoto dei super ricchi di New York, tutti che sanno tutto di tutti, nessuna amicizia vera, nessun legame che tenga. È tristissimo il nuovo film di Woody Allen, il suo ritratto di una donna alla deriva interpretato da una straordinaria Cate Blanchet, sempre elegantissima e sempre fuori luogo una volta uscita dalla sua gabbia dorata. Brava anche Sally Hawkins, sorella paziente e pietosa, vittima del carisma malato dell’altra.

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