martedì 10 dicembre 2013

Gli sdraiati


ci sono tre Serra nell’esile volumetto dal titolo Gli sdraiati che svetta sulla classifica dei libri più venduti in Italia: due spiritosi, acuti, ma tutto sommato già noti, e uno che vale. Il primo è il Serra di Repubblica, che tra amaca, lettere ai lettori e articoli lunghi affronta quotidianamente lo scontro tra generazioni ed esprime tutta la perplessità di sessantottino di fronte a ragazzi apparentemente dominati dall’apatia. Il secondo è il Serra paradossale della rubrica sull’Espresso: immagina una guerra tra Vecchi e Giovani, ne descrive le armi, i luoghi di scontro, l’esito finale. Il terzo, il migliore, è quello del tormentone sul Colle della Nasca. Ognuno di noi genitori ha un suo Colle della Nasca, un posto in cui sogna di portare il figlio, in cui sognava di portarlo prima di avercelo un figlio (e non deve essere per forza un luogo, può essere un libro che si vorrebbe condividere, un film di culto, un’uscita a pesca, un’immersione subacquea, una partita a scacchi, un pomeriggio allo stadio). Il protagonista del libro, l’alter ego di Serra, le prova tutte per portare il figlio a fare questa escursione in montagna. Quando il miracolo si realizza, non crede a se stesso. Un bel finale per un libro molto sopravvalutato.

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