mercoledì 25 dicembre 2013

I Melrose

all'inizio del primo volume ho pensato, non c'è la posso fare. Non posso assistere all'annichilimento del piccolo Patrick Melrose ad opera di suo padre David, tra una visita e l'altra nella villa in campagna, mentre la quasi più orrida madre si stordisce di alcol per scordarsi di chi ha sposato. In Non importa tutti i convitati alla cena di David sono a vario titolo mostruosi; a salvarsi è la giovane americana Anne, che è l'unica ad accorgersi che in casa c'è un bambino terrorizzato. Il dubbio che Patrick sia una controfigura dell'autore, Edward St Aubyn, baronetto inglese nato nel 1960, diventa una certezza di fronte al secondo volume della saga dei Melrose, Cattive notizie. Qui siamo a New York, il protagonista ventenne è venuto a prendere le ceneri del padre e sprofonda in un delirio procuratogli dall'accumulo di droghe: una descrizione troppo ravvicinata per essere frutto d'immaginazione. Ma a ipnotizzare il lettore è lo stile di St Aubyn, la precisione con cui inchioda i suoi personaggi ai loro tic verbali, la raffinatezza con cui rivela i velleitarismi del mondo contemporaneo, spaziando dalla ragazza che si fa rimorchiare in discoteca al riccone che si vanta del passato di cacciatore. In Speranza si torna alla dimensione conviviale del primo libro: qui lo spunto è una sbandosa festa di compleanno cui partecipa la sorella della regina. Costei, tronfia e maligna, è avvolta da ondate di servilismo ipocrita. Con che perfidia St Aubyn descrive l'ambiente in cui è cresciuto e detesta dal più profondo del cuore. Latte materno infine presenta un Patrick divenuto padre. Robert, suo figlio maggiore, ne eredita l'attitudine speculativa, la battuta pronta, la capacità di sdoppiarsi in altri da sé; ma è un bambino sereno, allevato con amore e attenzione. E Patrick? Patrick è sempre Patrick, un uomo devastato che combatte con il fantasma paterno e con il relitto di quella che è stata sua madre. Eleonor, ricoverata in clinica  dopo vari ictus, riesce ancora a fargli del male, facendosi depredare dei suoi ultimi beni da un sedicente sciamano irlandese. Puntando la lente sui comportamenti dell'esausta nobiltà inglese, Eduardo St Aubyn affronta i temi fondamentali dell'esistenza: la responsabilità verso gli altri, la paternità, la maternità, il rispetto, la lealtà. È un grande scrittore che è stato bello scoprire tutto in una volta nel volume I Melrose, tradotto da Luca Briasco per Neri Pozza.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Secondo me se segui qualche buona idea proposta in queste pagine la tua vita migliora parecchio.