sabato 28 dicembre 2013

i mercati di Malè

la Malè che avevo conosciuto più di venti d'anni fa insieme a quello che è diventato ed è rimasto mio marito non c'è più. Era una baraccopoli di lamiera, ora è un microcosmo metropolitano con strade strette stracolme di motorini. Allora mi aveva colpito il mercato del pesce, con tonni su tonni accatastati per terra. Anche la visita odierna ha avuto il suo culmine in questo mercato. C'è un pavimento di pietra e su questo tonni giganti. Una volta acquistato il pesce si passa al banco dei pulitori: uomini dalle braccia nerborute in pochi minuti riducono in filetti le bestie sanguinolente. Più tranquillo e profumato il mercato della frutta: cocco da bere, caschi di banane, mango, papaya e poi verdure dalle forme stravaganti e di tutti i colori, molta zucca, cetrioli modificati o forse zucchine, cipolle. Abbiamo passeggiato per Malè con i nostri compagni di barca: Stefano, la guida ventottenne di Arona ormai è un amico, ma anche gli altri, il single di Varese, la coppia brianzola, i ragazzi di vicino Milano, l'hostess con il figlio, l'esuberante cagliaritana che vive a Monza sono diventate figure familiari. Magari conosciamo meglio i loro viaggi passati che l'occupazione quotidiana che svolgono: è il bello di fare conversazione in vacanza. Prima di tornare alla barca abbiamo trovato il nostro istruttore sudafricano intento a fare il pavone con una giovane del Nord Italia che vive a Malè da due anni e si occupa con un collega di coordinare le varie barche della compagnia. Ci sono strani mestieri al mondo e strani posti dove si può finire a vivere. Questo è certo uno dei più strani.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Signora mia, come cambia il mondo