giovedì 5 dicembre 2013

i miei gusti da vecchia signora

che una fan del ritmo disteso, delle descrizioni, delle sottigliezze psicologiche del romanzo vittoriano come me, apprezzi poco o niente la nuova narrativa femminile italiana tutta a base di urina, fruste, orifizi, unghie, ganci, sigarette, vomito, cacca, museruole e videogiochi non stupisce. A scandalizzarmi non è il linguaggio delle giovani scrittrici, ma il vuoto che si spalanca dietro le loro parole. Leggi leggi, e una volta posato il libro fai fatica a ricordare un personaggio, un’emozione. E’ strano che in un’epoca smaliziata come la nostra si ricorra ancora alla violenza verbale per attirare l’attenzione.

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