domenica 1 dicembre 2013

Il passato


una storia di oggi in cui vite complicate s’intrecciano, begli attori ad interpretarla. Ma stavolta Asghar Farhadi, il regista iraniano che ha fatto un film misterioso e affascinante, About Elly, e un film bellissimo, Una separazione, eccede in spiegazioni, accumula retroscena cosicché il suo racconto perde forza man mano che va avanti. Al centro del Passato c’è Marie, una giovane farmacista con due figlie, che sta per divorziare dal secondo marito, Ahmad, che non è il padre delle ragazze, ma è a loro molto legato. Ahamad vola da Teheran a Parigi per il divorzio e si trova coinvolto in grandi tensioni. Marie convive con un nuovo compagno, Samir (che sembra la versione giovane dello stesso Ahmad); aspetta un figlio da lui (che a sua volta ne ha uno, piccolo, il dolente Fouad). La figlia maggiore di Marie non accetta Samir. Fin qui il film convince e appassiona: famiglie che si scompongono e ricompongono lasciando vittime sul terreno dei sentimenti. Poi però c’è la questione della moglie di Samir in coma in seguito a un tentato suicidio e qui ho cominciato ad agitarmi sulla poltrona del cinema. Che i personaggi non siano a una dimensione, che le loro motivazioni, i loro stessi desideri siano in contraddizione tra loro va bene, è quello che rende interessante l’intreccio, ma alla fine nel Passato il groviglio è troppo aggrovigliato per risultare credibile. E il finale è proprio brutto.

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