domenica 22 dicembre 2013

la barca dei subacquei

all'aeroporto ci hanno accolto i due istruttori subacquei, uno spilungone del nord Italia e un tarchiato sudafricano. A bordo della barca su cui passeremo la settimana c'è un gruppo eterogeneo di persone: coppie di età variabile, qualche single, una madre con un figlio: di nucleo familiare tradizionale ci siamo solo noi. Sembrano tutti sub accaniti: l'offerta è di tre immersioni al giorno a partire dalle sette di mattina per finire in notturna. Io sono l'unica a non usare le bombole e già mi sento un po' strana per questo. Chissà se s'immergeranno tutti compatti o ci saranno defezioni; i miei familiari così sportivi non me li vedo. Cena tutti insieme sul ponte di poppa: spaghetti all'amatraciana, verdure fritte, un gran pesce arrosto, carpaccio di tonno, insalata, ananas e banane. Si parlava di relitti, squali e correnti. Che ci faccio io qui? Domani, quando sarò meno stanca, troverò una risposta.

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