domenica 1 dicembre 2013

La mafia uccide solo d'estate


quando il piccolo Arturo chiede a suo padre se la mafia è pericolosa per lui e per la sua famiglia, l’uomo risponde che i mafiosi sono come i cani, basta non andargli vicino, non provocarli. Siccome il bambino lo guarda poco convinto, il padre aggiunge, ora è inverno, tranquillo, la mafia uccide solo d’estate. Quante sciocchezze dicono i genitori. Il film di Pif è lo straordinario racconto di una formazione nella Palermo di Toto Riina. La chiave per parlare di mafia è ironica e paradossale: Arturo scambia Andreotti per il suo eroe e cresce tra una strage e l’altra, senza capire chi uccide e perché. A lui interessa soprattutto Flora, la biondina del primo banco e per far colpo su di lei farebbe qualunque cosa. Riesce a intervistare Dalla Chiesa, scoprendo che anche un bambino puo’ accostarsi al generale, tanto questo è stato lasciato solo. Dopo l’omicidio di chi doveva sconfiggere la mafia, Arturo comincia a capire cosa lo circonda e, una volta che lui è cresciuto, il ritmo del film si fa più incalzante. Uccidono il giudice Chinnici, uccidono Salvo Lima, uccidono Falcone, uccidono Borsellino. Il sorriso si gela sulla bocca dello spettatore, subentra la commozione. Pierfrancesco Diliberto ha scritto e interpretato una pagina nerissima della nostra storia recente: lo ha fatto con l’originalità e la forza svagata che lo contraddistinguono. Bravissimo.

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