mercoledì 25 dicembre 2013

piove

prima della pioggia insistente e sottile è arrivato il malumore della figlia, insistente e per nulla sottile. Era da troppo che ci mostrava la parte gioiosa di sé, non ci siamo abituati; c'è più familiare l'altra lei, quella che ci detesta in blocco e singolarmente, quella che protesta per il tempo, il male all'orecchio, il cibo, la compagnia, il solo fatto di essere a mondo. Alle undici sono salita sulla barca dei sub con la tipa gentile che ogni tanto abbandona il marito e viene a fare snorkeling con me. Guidati da un giovane scuro (la provenienza dei marinai è molto varia: c'è chi viene da Sri Lanka, chi dall'India, chi dal Bangladesh) abbiamo nuotato con la maschera su una barriera corallina affiorante nel mezzo del nulla. Tantissimi pesci e soprattutto coralli, una foresta impazzita, fiorita in tutti i modi possibili. Non avremmo mai smesso di aggirarci sulla superficie di questo spettacolo, ma la guida ci ha tirato su di peso dall'acqua al rientro dei sub. Non meno attraente l'immersione nei Melrose. Il kindle mi avverte che è quasi finita: mi resta solo il 10% del libro e già ne sento orribilmente la mancanza. Ho arrancato solo nella parte dedicata ai deliri per droga del protagonista (troppi deliri e troppo prolungati, ma ne aveva ben donde), mentre la sua infanzia devastata e quella piena di attenzioni dei suoi figli mi sono parse tra le cose più notevoli che abbia letto negli ultimi anni. Piove ancora, i sub stravaccati su sedie e divani sembrano balene spiaggiate; neppure i delfini apparsi al largo della nostra imbarcazione hanno strappato un sorriso alla figlia. Le passerà, passerà anche la pioggia.

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