mercoledì 18 dicembre 2013

Sei come sei


era la prima volta che leggevo un libro di Melania Mazzucco e ne sono rimasta colpita, per lo più in positivo. La storia dell’undicenne Eva, figlia di due padri, comincia da quando la ragazzina spinge sui binari della metropolitana un compagno di classe che l’ha insultata e percorre a ritroso nel tempo le sue tappe di vita. In primo piano emerge l’amore che lega Eva a Giose, il padre musicista scapestrato, che si è sempre preso cura di lei. L’altro padre, Christian, era un professore universitario: è morto all’improvviso in un incidente con la moto e siccome era lui il padre biologico, Eva viene allontanata da Giose proprio quanto avrebbe più bisogno di lui. Questo per quanto riguarda la trama. Mazzucco ha una scrittura molto visiva: esplora gli ambienti, le persone, restituisce i dettagli di ciò che racconta.  Il che è un bene; non sempre, a volte distrae. Un esempio. Pagina 35: Eva cerca disperatamente una corriera che la porti da Giose sui monti Sibillini. Sbuca su via Marsala, “infila la strada dritta come una lama che corre perpendicolare alla stazione per quasi mezzo chilometro, incuneata tra alti palazzi di sei piani, serrati l’uno all’altro, incombenti, senza balconi” e così prosegue, parlando di ristoranti esotici, finti internet point e pensioni a due stelle. Chi è che si guarda intorno qui? L’undicenne in fuga o Melania Mazzucco? Come fa l’undicenne, che pensa di aver appena commesso un omicidio, a valutare la lunghezza della strada, a notare che i palazzi non hanno balconi e che tipo di negozi la circonda? La pianto qui. Di solito le mie considerazioni sui libri sono più orientate sui contenuti, oggi ho puntato la lente su via Marsala. Sei come sei affronta un tema nuovo come i figli di coppie gay e lo fa bene, senza edulcorare la realtà e dando sostanza ai suoi personaggi. Da leggere a scuola.

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