lunedì 2 dicembre 2013

Storia di chi fugge e di chi resta

L’amica geniale, atto terzo. Chi arriva fin qui non può che uscire intossicato dalle vicende di Elena e Lina, non può leggerle a ritmo normale, deve divorare le pagine, inseguendo le due amiche-rivali nel loro percorso accidentato di vita. La scrittura di Elena Ferrante riesce a mantenersi in bilico tra romanzo d’appendice (amori, odi, nascite, morti, colpi di scena a ripetizione) e ritratto di un’epoca (qui ci sono gli anni settanta, ricostruiti benissimo tra tensioni all’università, attentati, femminismo, rivolta nelle fabbriche). In Storia di chi fugge e di chi resta, a Napoli, la città da cui non si è mai allontanata, Lila ritrova un po’ di equilibrio, lascia l’orrendo salumificio, diventa esperta di calcolatori, rafforza il rapporto con Enzo, che continua ad adorarla e a fare quello che vuole lei; a Firenze invece Elena vive male la propria relazione con il marito tutto preso dai suoi studi, e pur amando le due bambine, si sente stretta nel ruolo di madre. Torna in scena Nino, che lei ha amato fin da ragazza (per poi vederselo rubare temporaneamente da Lila). Ora Nino vuole lei e se la prende, come si è sempre preso tutte le donne che desiderava. Quando esce il quarto volume?

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