martedì 24 dicembre 2013

tra gli atolli

l'immersione delle sette l'hanno fatta il marito e il figlio, a quella delle undici ha partecipato anche la figlia. Trovarmi tutta sola sulla barca non è stato per niente male: distesa su un lettino sul ponte principale mi sono tuffata attraverso il mio kindle nella lettura delle turpitudini dei 
Melrose. Circondata dall'oceano indiano, ho viaggiato nelle menti bacate degli straricchi inglesi, finché non è arrivato anche per me il momento del bagno. Con grande scandalo dell'istruttore sudafricano che voleva a tutti i costi munirmi di pinne, sono salita sul dinghy diretta al primo reef con solo la maschera. Dopo un giro tra i pesci colorati, ho avuto la soddisfazione di liquidare il guidatore del dinghy, che si era mosso solo per me, e di nuotare fino alla barca. Finalmente in acqua, finalmente in movimento. Il dubbio che le mie carni bianche potessero attirare l'attenzione di uno dei tanti squali che girano qui sotto ha impresso alle mie bracciate un certo vigore. Ah il mare di Sperlonga senza creature acquattate sul fondo! Sul versante letterario la barca appare ben fornita, anche se l'abbondanza di kindle mi impedisce di farmi un'idea dei gusti letterari dei miei compagni di viaggio (la tizia con in mano il terzo volume dell'Amica geniale mi ha candidamente confessato di non aver letto i libri precedenti e di non ritrovarsi tanto nella storia). In aereo la figlia si è divorata il mio Fante di Chiedi alla polvere; ora si scontra con il Baricco di Castelli di rabbia che si è portata dietro nonostante l'avessi caldamente sconsigliata (o forse solo per quello: ma imparerà a fidarsi dei consigli della mamma, anche se solo in fatto di libri). Da ore la barca punta a Sud. Se l'istruttore sudafricano non la smette di sproloquiare in inglese di immersioni e dintorni, giuro, lo abbatto. 

Nessun commento: