domenica 26 gennaio 2014

Come fossi solo


in Come fossi solo (Giunti), Marco Magini, al suo romanzo di esordio, sceglie di raccontare da tre punti di vista l’esecuzione in massa dei musulmani rifugiatisi a Sebrenica sotto la protezione delle Nazioni Unite durante la guerra nella ex Jugoslavia. Drazen, Dirk e Romeo: tre diversi modi di venire intrappolati dalla Storia, stritolati dai propri ruoli. Drazen: l’unico reo confesso della strage di Srebenica, lui che nell’esercito serbo si era arruolato per disperazione, per dar da mangiare alla moglie e alla figlia. Dirk: venuto dall’Olanda con i caschi blu dell’Onu, testimone involontario del massacro e degli spaventosi soprusi che l’avevano preceduto. Romeo: giudice spagnolo convocato dal tribunale internazionale e coinvolto in una specie di guerra tra bande tra magistrati, ugualmente indifferenti alla sorte del soldato sottoposto a giudizio. Un soggetto importante, una gran passione nell’affrontarlo; il difetto del libro sta in certe riflessioni dei protagonisti un po’ troppo pilotate dall’autore. Ma è un esordio, Magini è giovane, è dell’85; il suo stile crescerà. Intanto ha le idee chiare su ciò di cui vale la pena scrivere.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bellissimo