giovedì 23 gennaio 2014

Inseguendo l'amore

se c’è una cosa che non finisce mai di incantarmi, questa è la letteratura inglese. Leggere Inseguendo l’amore di Nancy Mitford (tradotto da Luisa Corbetta per Giunti) è stato trascorrere ore di pura delizia. Mitford (di cui avevo già incontrato L’amore in un clima freddo,  bello, ma non così bello) è brillante, spiritosa, acuta;  i suoi personaggi s’imprimono nella memoria del lettore con i loro vezzi, le loro manie, i loro caratteri ben delineati; i suoi dialoghi sono capolavori di arguzia e dietro l’apparente frivolezza della narrazione si nasconde la capacità di raccontare la vita, i dolori e gioie che inevitabilmente riserva. L’io narrante Fanny è stata abbandonata dai suoi scapestrati genitori, sempre a caccia di nuovi partner (la madre è soprannominata la Puledra): la zia Emily si prende cura di lei, e la zia Sadie la ospita d’estate ad Alconleigh. Questa tenuta di campagna è il centro di gravità della storia: qui Fanny fa le sue esperienze più significative in compagnia dei cugini, capitanati dall’irrefrenabile Linda. Siamo nell’Inghilterra degli anni Venti e il malefico zio Matthew, che organizza la caccia al bambino (un passatempo innocuo ma venato di sadismo che vede i ragazzi inseguiti dai cani nel parco) è il perfetto antecedente del padre di St Aubyn che nei Melrose terrorizza ed annienta chi dovrebbe amare.  Per sfuggire a Matthew, ma anche per seguire le proprie fantasie amorose, Linda si butta nelle braccia del suo primo corteggiatore, Tony. Il matrimonio con il ricco banchiere di origine tedesca ha l’effetto di scandalizzare suo padre, ma non quello di renderla felice: l’uomo che le era parso divertente da sbronzo, da sobrio è di una noia mortale. Nasce una bambina, Linda le dà il brutto nome di Moira e se ne disinteressa. Ha conosciuto Christian, bello e comunista, e con lui si dà, o prova a darsi, all’impegno. Il secondo matrimonio di Linda finirà in Spagna, di fronte alla constatazione che lui è più a suo agio con un’attiva assistente sociale che con lei. Sola e senza un soldo a Parigi, Linda incontrerà il ricchissimo affascinantissimo Fabrice.  Nel frattempo Fanny ha sposato un professore, ha tre bambini, una vita tranquilla e non ha perso le tracce della cugina. Scoppia la guerra e tutti trovano rifugio ad Alconleigh, dove rivive l’atmosfera dell’infanzia, con paure diverse ma simili rituali. Giulia come farei senza di te, che peschi sempre il libro adatto a tirarmi su il morale?  

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