venerdì 10 gennaio 2014

Lieto fine


il funerale della madre è al centro di Lieto fine, il romanzo che chiude la saga dei Melrose. Patrick, l’alterego dell’autore, torna a interrogarsi sulla figura di Eleanor, che da bambino l’ha lasciato in balia della crudeltà paterna (per debolezza? per terrore? per utilizzarlo come una pedina nel gioco sado masochista che la legava al marito?). I pensieri di Patrick accompagnano la cerimonia funebre; la sua ex moglie Mary ha pianificato una serie di letture e di interventi e lui, sollevato da ogni responsabilità pratica, può osservare con distacco i convenuti, e le proprie reazioni di fronte a loro. Dopo la cremazione, c’è un rinfresco a cui partecipano anche i due figli di Patrick e Mary e la terribile suocera: sempre più sbronzo Patrick augura il decesso all’ultimo amico rimasto in vita di suo padre (e miracolosamente il suo desiderio viene esaudito), subisce le ciance di una psicopatica che ha beneficiato della generosità folle di Eleanor, riscopre l’aridità della sua amante Julia, tocca con mano l’avidità della zia Nancy e la trombonaggine del cugino Henry, corteggia una cameriera carina, prende fiato con i commenti acuti dei suoi figli. Cosa scriverà St Aubyn dopo i Melrose? Non vedo l’ora di leggerlo ancora. Lieto fine (At last, che vuol dire anche finalmente) è stato tradotto benissimo da Luca Briasco per Neri Pozza.  

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