domenica 23 febbraio 2014

12 Years a Slave


è un film sull’abominio della schiavitù, ma è soprattutto un film di Steve McQueen. Come in Hunger, come in Shame, McQueen mette a dura prova lo spettatore con la durezza delle scene. La storia vera di Solomon Northup, violinista nero che nel 1841 viene drogato per poi essere venduto nel Sud degli Stati Uniti, offre al regista l’occasione di mettere in scena una coppia di psicopatici che fa a gara a scaricare sugli schiavi le proprie pulsioni mortifere. Michael Fassbender non interpreta solo un padrone crudele, ma anche un uomo profondamente malato, sposato con una donna profondamente malata. Il sadismo esibito nel film non è fine a se stesso: McQueen vuole arrivare al cuore del problema, al fatto che meno di due secoli fa negli Stati Uniti un uomo poteva legalmente disporre di altri uomini, sfruttandoli economicamente e facendo loro quello che gli pareva. Bellissima la fotografia, bravi gli interpreti.

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