venerdì 14 febbraio 2014

Bambini e altri animali


dopo i primi due racconti della raccolta Bambini e altri animali, il libro di Giosuè Calaciura lo stavo per abbandonare, respinta dall’eccessiva raffinatezza linguistica e dall’astrazione dei contenuti. Poi è arrivato “Il soldato”: qui, come nelle storie seguenti, tragici squarci di vita palermitana sono illuminati da una lingua immaginifica, colta e insieme aderente alle cose. C’è il soldato, appunto, che s’innamora di una giovane donna conosciuta all’ospedale militare: lei ha due figli e un marito, lui non sa starle lontano e finisce accoltellato; ci sono un paio di scarpe rubate, un padre che muore, un amico che non può guarire, un cavallo bruciato vivo e soprattutto ci sono i bambini che vivono lo strazio di queste privazioni. Calaciura alterna da un racconto all’altro la prima persona singolare e plurale, la terza; si avvicina ai suoi personaggi senza quasi farli parlare: sono descrizioni avvolgenti le sue e non consentono una lettura veloce, vogliono tempo, attenzione. Chiude il libro “Il mare è piccolo ma Dio è grande”: una pietra miliare nella letteratura sul miraggio dello sbarco in Sicilia. L’editore è Sellerio.

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