venerdì 21 febbraio 2014

Ci rivediamo lassù


l’incipit di Ci rivediamo lassù, il romanzo del sessantaduenne scrittore francese Pierre Lemaitre, vincitore del premio Goncourt, è uno dei più avvincenti che mi sia capitato di leggere. C’è un soldato, Albert, e c’è un tenente, d’Aunlnay Predelle, siamo nel novembre del 1918, l’armistizio che metterà fine alla prima guerra mondiale è questione di giorni. Il giovane Albert non ha altra ambizione che tornare a casa dalla sua Cécile; lo spietato Predelle non vede l’ora di lanciare i suoi uomini in un inutile attacco per coprirsi di gloria. Predelle raggiunge il suo scopo ingannando i propri soldati; Albert che scopre l’inganno viene buttato in una buca dal tenente e coperto di sabbia da un’esplosione; chi legge lo sente poco a poco morire soffocato; finisce il primo capitolo; nel terzo, un soldato ferito a una gamba, Édouard, si accorge del compagno sepolto e riesce con sforzi inauditi a salvargli la vita. Il resto del libro racconta con feroce umorismo e suspense crescente il ritorno alla vita di Albert e del suo nuovo amico Èdouard. Questi era ricco, aveva un enorme talento per il disegno e un padre che lo disprezzava per la sua omosessualità. Rimasto zoppo e orribilmente sfregiato, Èdouard da Albert vuole solo un’identità diversa per non dover tornare dai suoi. I due giovani finiti in miseria concepiscono una truffa grandiosa legata ai monumenti per i caduti in guerra; il loro destino tornerà presto a legarsi con quello di Predelle fino al finale a sorpresa. Il romanzo di Lemaitre affronta il tema dei giovani mandati al massacro e quello dei profitti legati alla guerra; descrive due personaggi devastati dalla famiglia (se Èdouard detesta il padre al punto di fingersi morto, Albert, pur non vedendola più, non fa che sentire nelle orecchie la madre che lo biasima per la sua indolenza); costruisce una magistrale figura di cattivo, l’aristocratico Predelle, tutto calcoli e vanità. Riesce a essere contemporaneo nella lingua e classico, classicissimo nei temi e nella forza con cui li affronta. Imperdibile. Tradotto da Stefania Ricciardi, edito da Mondadori.

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